Quercetina, antiartrosico molto promettente

3 gennaio 2017

La QUERCETINA è un bioflavonoide contenuto in fiori, foglie e frutti di numerose piante: cipolle, cavoli, mele, fagioli, broccoli, ciliegie, albicocche, thè nero, fave, uva rossa, ecc..

E' un polifenolo con molteplici attività antiossidanti, antidegenerative ed antinfiammatorie.

Sicuramente è una delle sostanze più promettenti nella cura delle malattie artrosiche nel solo dell'uomo, ma anche del cane e del gatto.

La nuova concezione dell'artrosi considera "globale" la patologia articolare con alterazioni degenerative, infiammatorie e ossidative, e non esclusivamente degenerative come in passato.

Tale concezione ha modificato i piani terapeutici, affiancando ai tradizionali condroprotettori (condroitin solfato, glucosamina) altre sostanze che agiscono su più vie.

Circa 1800 lavori, sviluppati negli ultimi 15 anni, dimostrano che la quercetina è sicuramente efficace nelle artropatie.

L'azione antiossidante della quercetina è tra le più elevate di tutte quelle delle sostanze conosciute. Agisce sottraendo direttamente i radicali liberi prodotti in eccesso (azione scavenger) e impedendone la formazione. In aggiunta sono presenti anche le azioni antiapoptotica e citoprotettiva ovvero di sopravvivenza delle cellule articolari (condrociti, fibroblasti, endotelio).

L'azione antidegenerativa si basa sulla inibizione delle metalloproteasi (MMP-1, MMP-2, MMP-9), responsabili della degenerazione cartilaginea articolare, e delle citochine (es. IL-1, TNF), che interferiscono sui precursori della matrice ossea (osteoblasti e osteoclasti).

L'azione antinfiammatoria si manifesta come inibizione soprattuto delle ciclo-ossigenasi (COX), ovvero gli enzimi che convertono l'acido arachidonico in sostanze responsabili dell'infiammazione (prostaglandine, trombossani e leucotrieni).

Ma agisce anche nell'inibizione di altri enzimi coinvolti nel processo infiammatorio (come la lipo-ossigenasi, l'NO-sintetasi e la fosfolipasi A2) nel controllo della degranulazione di importanti cellule (mastociti, basofili e neutrofili), nel contrasto della formazione di citochine e chemochine (es. TNF, IL-1, NF-kB), nella riduzione della migrazione periferica di cellule infiammatorie circolanti (es. MCP-1) e nella diminuzione dell'adesività di cellule flogistiche (es. neutrofili).

La quercetina può essere somministrata sia per via orale che parenterale e si dimostra efficace nel malattie acute e croniche.

Come già detto, la quercetina in associazione ai condroprotettori classici (terapia combinata) contrasta efficaciamente l'artrosi, per esempio in quella conseguente alla rottura del legamento crociato anteriore (LCA), sia nell'uomo che nel cane mediante assorbimento intestinale ed epatico. Cio' consente di ridurre i dosaggi ed i tempi degli antinfiammatori classici di sintesi (es. i FANS).

E' praticamente priva di tossicità e di effetti collaterali.

(Tratto da "Innovation in Veterinary Medicine" N.1 - Feb 2005).